Se avete un quarto d'ora a disposizione guardate e ascoltate questo video di Marco Travaglio al Parlamento Europeo. Senza parole.
giovedì 29 novembre 2007
Bonarda DOC Colli Piacentini 2004 IL LADRO Montesissa

Di questo vino sono state prodotte solamente 5000 bottiglie, direttamente nell'azienda diretta da Francesco Montesissa a Rezzano di Carpaneto (PC), a pochi chilometri dal borgo medievale di Castell'Arquato e da Velleia Romana, nel cuore di una zona collinare di grande bellezza, che io ho avuto l'onore di visitare in occasione della manifestazione Cantine Aperte a maggio 2006 (vedi foto alla pagina http://digilander.libero.it/felipegonzales/cantineaperte06/index.html).
Al naso si sente, prepotente, il legno, accompagnato da sentori di vaniglia, cannella, pepe, caramello, ciliegie sotto spirito e frutti di bosco. Al palato è mordido, pieno, caldo (ben 15%vol.), giustamente tannico e di lunga persistenza. Il costo, se ricordo bene, è intorno ai 10 euro. Curiosità: il nome "Il Ladro" deriva da uno strumento di cantina indispensabile per cogliere l'essenza del vino in maturazione.
mercoledì 28 novembre 2007
Tecnostress

Come tutte le mode e le innovazioni anche questo l’abbiamo “copiato” dagli Stati Uniti. Lo psicologo americano Craig Broad lo definisce "un disturbo causato dall'incapacità di gestire le moderne tecnologie informatiche", in poche parole dà del fuso di testa a tutti quelli che non sanno usare computer, telefonini e ammennicoli vari. Il “disturbo” si riassumerebbe in ansia, attacchi di rabbia e panico, depressioni e incubi notturni. Mi sembra un filo esagerato. E’ anche uscito il libro “Tecnostress in azienda: Mobil Work Life Management e rischio d’impresa” (già il titolo è stressante), scritto da Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza onlus, associazione no profit per la prevenzione delle videodipendenze e sindromi correlate. Io aggiungo che forse sarebbe più stressante lavorare in fonderia o in miniera. Le soluzioni sarebbero la meditazione, lo sport e le tecniche olistiche. O forse basterebbe avere più tempo per fare quello che più ci piace.
martedì 27 novembre 2007
La paradossale richiesta dei Savoia

Inizialmente ho cancellato la notizia dalla mia mente (cosa facile data la mia scarsa memoria), ma poi, vista l’insistenza di giornali, web e tv, ho pensato di scrivere due righe. La richiesta dei Savoia è di 260 milioni di euro allo Stato italiano, e quindi anche a me e a te che leggi. Prendiamola come l’occasione per approfondire la conoscenza storica. Qualcuno però non l'ha presa bene: il comune di Gaeta ieri ha comunicato: “Faremo un consiglio comunale a metà dicembre per intentare una causa ai Savoia e vogliamo denunciare alla Corte dell'Aia l'invasione infame, senza alcuna dichiarazione di guerra, del 1860-61 che causò 1 milione di morti e 25 milioni di emigranti. Vogliamo che Vittorio Emanuele II sia condannato per crimini di guerra” e proseguono “I Savoia hanno smembrato una nazione causando morti anche a Genova, Milano, nelle Romagne, con la tassa sul macinato, in Etiopia e Libia con i gas nervini, in Russia. Come si permettono di chiedere danni alla Repubblica italiana e a noi tutti? Hanno incendiato 22 città nel Regno delle Due Sicilie, come hanno incendiato paesi in tutto il Sud Italia”. Sono buone ragioni. Ieri sera poi c’è stata la trasmissione "Porta a Porta" che ha parlato di questa richiesta dei Savoia, ma io non l'ho vista perché Vespa mi fa acidità di stomaco; chissà quali verità mi sarò perso! Concludendo, gli ultimi 30 anni dei Savoia si possono riassumere così: un morto in Corsica (1978), la sospensione dell’esilio in Svizzera, l’intercettazione telefonica con relativa sputtanata ed infine la richiesta soldi. Ci si potrebbe fare un film, con relativo pagamento dei diritti cinematografici, ovvio.
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