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martedì 5 giugno 2012
giovedì 17 maggio 2012
mercoledì 21 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
Marco Travaglio, tutto d'un fiato, sulla TAV
Ieri sera, a Servizio Pubblico.
Affilato, caustico ed ironico, come sempre.
sabato 18 giugno 2011
mercoledì 18 agosto 2010
Riassunto delle puntate precedenti
Tanto per non dimenticare chi e' al potere in Italia attualmente.
martedì 29 giugno 2010
In un paese civile
Un senatore condannato in appello per "concorso esterno in associazione mafiosa" in teoria dovrebbe essere espulso dalla politica e dalle istituzioni. Se poi aggiungiamo che Marcello Dell'Utri e' stato il co-fondatore di Forza Italia e grande amico di Berlusconi, uno sprovveduto potrebbe pensare che anche parte della politica, della Fininvest e i grandi affari edilizi come Milano 2 siano nati in uno stretto rapporto con la mafia (anche se la condanna si riferisce ai fatti avvenuti fino al 1992).
E invece c'e' chi gli da' prontamente incondizionata solidarietà: Fabrizio Cicchitto, Daniele Capezzone, Gaetano Quagliarello e pure il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, per dirne alcuni.
Allora sono perplesso e pensieroso. Eppure basterebbe leggere "Ad personam" di Marco Travaglio per capire la storia dell'Italia negli ultimi 20 anni e gli intrecci tra stato e mafia.
E invece c'e' chi gli da' prontamente incondizionata solidarietà: Fabrizio Cicchitto, Daniele Capezzone, Gaetano Quagliarello e pure il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, per dirne alcuni.
Allora sono perplesso e pensieroso. Eppure basterebbe leggere "Ad personam" di Marco Travaglio per capire la storia dell'Italia negli ultimi 20 anni e gli intrecci tra stato e mafia.
venerdì 11 giugno 2010
Chissa' cosa prendera' quel Travaglio
"Sono terrorizzato all'idea di quando saranno pubblicati i compensi: io prendo meno dell'ultima gamba destra di una soubrette: 1.500 lorde a puntata (di Annozero)».
«Parametrate a quanto guadagna, o meglio non guadagna un operaio è un privilegio, ma parametrate a un programma da 5 milioni di persone, rispetto alle cifre che si sentono, probabilmente è un po' pochino».
Bruno Vespa prende 1 milione 200 mila euro all'anno.
«Parametrate a quanto guadagna, o meglio non guadagna un operaio è un privilegio, ma parametrate a un programma da 5 milioni di persone, rispetto alle cifre che si sentono, probabilmente è un po' pochino».
Bruno Vespa prende 1 milione 200 mila euro all'anno.
martedì 23 febbraio 2010
Il travaglio di Travaglio
Di seguito il testo integrale della lettera scritta da Marco Travaglio e pubblicata sulla prima pagina di Il Fatto Quotidiano:
"Caro Michele, ho riflettuto su quanto è accaduto giovedÏ ad Anno zero . E, siccome e' accaduto davanti a 4 milioni di persone, te ne parlo in forma pubblica. Parto da una tua frase dell'altra sera: "Parliamo di fatti". Il punto e' proprio questo. Si puo' ancora parlare di fatti in tv? Sì, a giudicare dagli splendidi servizi di Formigli, Bertazzoni e Bosetti. No, a giudicare dal cosiddetto dibattito in studio, che non e' piu' (da un bel pezzo) un dibattito, ma una battaglia snervante e disperante fra chi tenta di raccontare, analizzare, commentare quel che accade e chi viene apposta per impedirci di farlo e costringerci a parlar d'altro.
La maledizione della par condicio, dovuta alla maledizione di Berlusconi, impone la presenza simmetrica di ospiti di destra e di sinistra. E, quando si tratta di politici, pazienza: la loro allergia ai fatti e' talmente evidente che il loro gioco lo capiscono tutti. Ma quando, come líaltra sera, ci si confronta fra giornalisti, anzi fra iscritti allíalbo dei giornalisti, ogni simmetria è impossibile: quelli "di destra" parlano addosso agli altri e quando non sanno piu' che dire tirano fuori le mie condanne penali (inesistenti) o le mie vacanze con mafiosi o a spese di mafiosi (inesistenti).
Da una parte ci sono giornalisti normali, come líaltra sera Gomez e Rangeri, che non fanno sconti nè alla destra nè alla sinistra; e dall'altra i trombettieri. Che non sono di destra: sono di Berlusconi. E non fanno i giornalisti: recitano un copione, frequentano corsi specialistici in cui síimpara a fare le faccine e a ripetere ossessivamente le stesse diffamazioni. Invece di contestare i fatti che raccontano, tentano di squalificarti come persona. Poi, a missione compiuta, passano alla cassa a ritirare la paghetta. E, se non si abbassano a sufficienza, vengono redarguiti o scaricati dal padrone.
Non hanno una faccia e dunque non temono di perderla. Partono avvantaggiati, possono permettersi qualunque cosa. Non hanno alcun obbligo di verita', serieta', coerenza, buonafede, deontologia. Non temono denunce perche' il padrone mette ogni anno a bilancio un fondo spese per risarcire i danni che i suoi sparafucile cagionano a tizio e caio dicendo e scrivendo cose che mai scriverebbero o direbbero se non avessero le spalle coperte.
Come diceva Ricucci, che al loro confronto pare Lord Brummel, fanno i froci col culo degli altri. Sguazzano nella merda e godono a trascinarvi le persone pulite per dimostrare che tutto Ë merda. E ci tocca pure chiamarli colleghi perche' il nostro Ordine non sí è mai accorto che fanno un altro mestiere.
Ci vorrebbe del tempo per spiegare ogni volta ai telespettatori chi sono questi signori, chi li manda, quali nefandezze perpetrano i loro "giornali", perche' quando si parla di Bertolaso rispondono sulle mie ferie e soprattutto che cosí e' davvero accaduto a proposito delle mie ferie: e cioË che ho documentato su voglioscendere.it di aver pagato il conto fino allíultimo centesimo e di aver conosciuto un sottufficiale dellíAntimafia prima che fosse arrestato e condannato per favoreggiamento, interrompendo ogni rapporto appena emerse ciÚ che aveva fatto (i due trombettieri invece dirigono e vicedirigono i giornali di due editori Giampaolo Angelucci e Paolo Berlusconi, gia' arrestati due volte ciascuno, il secondo pregiudicato e non fanno una piega).
Ma in tv non c'è tempo per spiegare le cose con calma. E, siccome io una reputazione ce l'ho e vi sono affezionato, non posso pi˘ accettare che venga infangata ogni giovedÏ da simili gentiluomini. Gli amici mi consigliano di infischiarmene, di rispondere con una risata o uníalzata di spalle. Nei primi tempi ci riuscivo. Ora non più: non sai la fatica che ho fatto giovedÏ a restarmene seduto lì fino alla fine. Forse la mia presenza, per il clima creato da questi signori, sta diventando ingombrante e dunque dannosa per Annozero. Che faccio? Mi appendo al collo le ricevute delle ferie e il casellario giudiziale? Esco dallo studio a fumare una sigaretta ogni volta che mi calunniano? O ti viene un'idea migliore?"
"Caro Michele, ho riflettuto su quanto è accaduto giovedÏ ad Anno zero . E, siccome e' accaduto davanti a 4 milioni di persone, te ne parlo in forma pubblica. Parto da una tua frase dell'altra sera: "Parliamo di fatti". Il punto e' proprio questo. Si puo' ancora parlare di fatti in tv? Sì, a giudicare dagli splendidi servizi di Formigli, Bertazzoni e Bosetti. No, a giudicare dal cosiddetto dibattito in studio, che non e' piu' (da un bel pezzo) un dibattito, ma una battaglia snervante e disperante fra chi tenta di raccontare, analizzare, commentare quel che accade e chi viene apposta per impedirci di farlo e costringerci a parlar d'altro.
La maledizione della par condicio, dovuta alla maledizione di Berlusconi, impone la presenza simmetrica di ospiti di destra e di sinistra. E, quando si tratta di politici, pazienza: la loro allergia ai fatti e' talmente evidente che il loro gioco lo capiscono tutti. Ma quando, come líaltra sera, ci si confronta fra giornalisti, anzi fra iscritti allíalbo dei giornalisti, ogni simmetria è impossibile: quelli "di destra" parlano addosso agli altri e quando non sanno piu' che dire tirano fuori le mie condanne penali (inesistenti) o le mie vacanze con mafiosi o a spese di mafiosi (inesistenti).
Da una parte ci sono giornalisti normali, come líaltra sera Gomez e Rangeri, che non fanno sconti nè alla destra nè alla sinistra; e dall'altra i trombettieri. Che non sono di destra: sono di Berlusconi. E non fanno i giornalisti: recitano un copione, frequentano corsi specialistici in cui síimpara a fare le faccine e a ripetere ossessivamente le stesse diffamazioni. Invece di contestare i fatti che raccontano, tentano di squalificarti come persona. Poi, a missione compiuta, passano alla cassa a ritirare la paghetta. E, se non si abbassano a sufficienza, vengono redarguiti o scaricati dal padrone.
Non hanno una faccia e dunque non temono di perderla. Partono avvantaggiati, possono permettersi qualunque cosa. Non hanno alcun obbligo di verita', serieta', coerenza, buonafede, deontologia. Non temono denunce perche' il padrone mette ogni anno a bilancio un fondo spese per risarcire i danni che i suoi sparafucile cagionano a tizio e caio dicendo e scrivendo cose che mai scriverebbero o direbbero se non avessero le spalle coperte.
Come diceva Ricucci, che al loro confronto pare Lord Brummel, fanno i froci col culo degli altri. Sguazzano nella merda e godono a trascinarvi le persone pulite per dimostrare che tutto Ë merda. E ci tocca pure chiamarli colleghi perche' il nostro Ordine non sí è mai accorto che fanno un altro mestiere.
Ci vorrebbe del tempo per spiegare ogni volta ai telespettatori chi sono questi signori, chi li manda, quali nefandezze perpetrano i loro "giornali", perche' quando si parla di Bertolaso rispondono sulle mie ferie e soprattutto che cosí e' davvero accaduto a proposito delle mie ferie: e cioË che ho documentato su voglioscendere.it di aver pagato il conto fino allíultimo centesimo e di aver conosciuto un sottufficiale dellíAntimafia prima che fosse arrestato e condannato per favoreggiamento, interrompendo ogni rapporto appena emerse ciÚ che aveva fatto (i due trombettieri invece dirigono e vicedirigono i giornali di due editori Giampaolo Angelucci e Paolo Berlusconi, gia' arrestati due volte ciascuno, il secondo pregiudicato e non fanno una piega).
Ma in tv non c'è tempo per spiegare le cose con calma. E, siccome io una reputazione ce l'ho e vi sono affezionato, non posso pi˘ accettare che venga infangata ogni giovedÏ da simili gentiluomini. Gli amici mi consigliano di infischiarmene, di rispondere con una risata o uníalzata di spalle. Nei primi tempi ci riuscivo. Ora non più: non sai la fatica che ho fatto giovedÏ a restarmene seduto lì fino alla fine. Forse la mia presenza, per il clima creato da questi signori, sta diventando ingombrante e dunque dannosa per Annozero. Che faccio? Mi appendo al collo le ricevute delle ferie e il casellario giudiziale? Esco dallo studio a fumare una sigaretta ogni volta che mi calunniano? O ti viene un'idea migliore?"
domenica 10 gennaio 2010
mercoledì 9 settembre 2009
Un vento nuovo alla Rai

Un vento maleodorante. Le due trasmissioni di denucia di maggior successo sono in bilico. Sto parlando di Annozero di Michele Santoro e di Report di Milena Gabanelli.Sembra che la Rai non abbia ancora confermato il contratto di Marco Travaglio (ospite fisso di Annozero) e la copertura legale per le inchieste di Report.
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