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sabato 22 dicembre 2012

Clone cinese identico a iPhone 5







Dalle foto questo clone sembra identico all'originale iPhone 5. Anche le caratteristiche tecniche sono molto simili al gioiello Apple:

Display da 4 pollici HD (1136×640)
Processore MediaTek MT6589 quad-core 1.2 Ghz.
RAM 1GB.
Memoria interna 8, 16, 32 GB.
GPU PowerVR SGX 531.
Fotocamera da 8 Mpxl

C'è però una leggera differenza: questo clone monta un Sistema Android Jelly Bean 4.2.
Per di più questo dispositivo uscirà tra poche settimane in Cina al prezzo popolare di 230$.

Da queste poche info sembra un prodotto appetibile per l'emergente mercato cinese.

mercoledì 15 settembre 2010

Un iPhone4 e mezzo al secondo

Questa la strabiliante produzione della Foxconn, la ditta cinese che produce, oltre ai telefonini Apple, anche altri prodotti tecnologici come la Playstation.
Ma c'e' un rovescio della medaglia ben piu' importante: 11 suicidi e altrettanti sventati nel corso del 2010 (i numeri non sono ancora certi), di dipendenti che lavoravano negli immensi campi di lavoro in cui vivevano, stremati da insopportabili orari di lavoro e pagati circa 120 euro al mese, che hanno portato l'azienda a mettere reti sotto le finestre e a fare feste obbligatorie con tanto di t-shirt "I love Foxconn".
Mentre il fondatore di Foxconn Terry Gou e' ritenuto l’uomo più ricco di Taiwan.

lunedì 25 gennaio 2010

Il web fa paura

Ormai l'unico organo di informazione libera e' fatta da quella fetta di web che sono i blog senza scopo di lucro, creati per esternare il proprio parere e i socialnetwork come Facebook, Twitter o Friendfeed, che con il passaparola riescono a dare notizie in tempo reale. Questi siti fanno preoccupare gli organi di potere. Non sono controllabili in nessun modo se non con l'aggiunta di filtri e censure in modo da imbrigliare quelle voci.
Lo scontro tra Google e la Cina di questi ultimi giorni e' un caso lampante di tentato controllo sul web, ma anche le censure di Iran e ancora prima della Birmania sono stati preoccupanti segni di dittatura-web.
Hillary Clinton sta, semplicemente, ricordando al mondo che le violazioni alla privacy della posta elettronica Gmail sono episodi di intimidazione della Cina ai paesi occidentali che minano la liberta' sul web.

mercoledì 13 gennaio 2010

Per Google la Cina e' troppo "pericolosa"

Un altro episodio che sottolinea come in Cina la liberta' di informazione sia un valore alquanto astratto. Google ha denunciato una tentata intrusione in account Gmail registrati da dissidenti e attivisti cinesi, mentre la stampa locale tace. Per cui la societa' di Mountain View ha deciso di togliere i filtri imposti dal governo cinese e, se le cose continueranno così, di chiudere i suoi uffici di Pechino (circa 700 dipendenti).
Queste decisioni potrebbero mandare in fumo lauti guadagni e tagliare i ponti con un mercato in decisa crescita, ma ovviamente anche la liberta' ha un suo valore.

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