venerdì 21 febbraio 2014

Whatsapp ti ha deluso? Prova Telegram

Il fondatore di Whatsapp e' diventato multimilionario vendendo tutto a Facebook che, e' risaputo, si fa i soldi con i dati e le foto degli utenti e mettendo pubblicita'.
Contento? io no. Anche perche' WA prometteva privacy, un servizio sicuro e senza pubblicita' in cambio di un piccolo obolo annuale.
Si legge che non cambiera' nulla, ma vedremo tra qualche mese...
Nel frattempo ho dato un'occhiata alle numerose app simili a WA tipo WeChat, Line... e mi ha incuriosito Telegram (telegram.org).
Telegram è una nuova app per iPhone e Android, free e con una crittografia di tutte le conversazioni molto piu' sicura di WA. Tra le varie funzioni, c'e' anche la modalità "chat segreta": invia messaggi criptati che non vengono registrati sui server. Oltretutto pare sia anche piu' veloce nelle notifiche push.
In Italia e' ancora poco usata ma e' in forte ascesa.
Provala e, se ti piace, spargi la voce.


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3 commenti:

Andrea Vitali ha detto...

Pienamente d'accordo, era un'applicazione pilastro, che avrei preferito rimanesse indipendente da tutto e tutti...Ma miliardi di dollari fanno cambiare idea anche al padre dell'app stessa, spero che non cambi nulla come è stato dichiarato, ma dirlo il giorno dopo la vendita per placare gli animi sono bravi tutti...

Lorenzo ha detto...

Scusate ma non ha molto senso lamentarsi. Nel momento in cui si acquista uno smartphone di solito si accetta il fatto che tutto quello che c'è sopra è deciso e controllato da:
1. il produttore dello smartphone, che rilascia la sua versione customizzata del sistema operativo, dei driver e del set di applicazioni.
2. il produttore del sistema operativo, che decide cosa fa e come lo fa ed eventualmente predispone le opportune backdoor che consentono alla NSA di accedere al telefono.
3. il provider o i provider della nazione in cui è venduto il dispositivo, che si accordano con i primi due attori perché siano installate e predisposte le funzioni che gli servono per i propri piani tariffari, nonché eventualmente per fare accedere accedere al telefono le agenzie governative (o altre di cui non si sa nulla).

L'utente può installare le "app", che sono controllate dallo "store" e comunque devono passare dai filtri predisposti nei tre livelli di cui sopra.

Per cui non fatemi ridere con la privacy e le conversazioni criptate. Quando pigi un bottone succedono mille cose prima che si arrivi alla "app" che cripta e quando pigi un altro bottone possono uscire tante altre cose dallo smartphone oltre il messaggio criptato.

Lorenzo ha detto...

Se gli smartphone fossero venduti senza niente sopra e uno potesse installare quello che meglio crede a partire dal kernel, allora ci dovremmo preoccupare "solo" dell'eventuale firmware che viene con l'hardware. E anche li, pochi ci pensano ma nel firmware ci può essere qualsiasi cosa. Da cui per avere la privacy bisognerebbe comprare uno smartphone "neutro" (senza niente preinstallato) e con tutto l'eventuale firmware open source (ed eventualmente flashabile).

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