venerdì 13 settembre 2013

La decadenza di Berlusconi e il Paradosso di Abilene

La decisione sulla decadenza di Berlusconi, che avverra' il prossimo 18 settembre, potrebbe avere risultati alquanto "bizzarri".
Ecco la storia che spiega il paradosso (da Wikipedia)

Una tranquilla famiglia americana composta da una ragazza, dal marito e dai genitori di lei, stava trascorrendo un afoso pomeriggio estivo a Coleman nel Texas, in una bella casa con giardino, aria condizionata e piscina. Erano in veranda e giocavano a carte. In un momento in cui la conversazione languiva, il suocero se ne uscì con un "Che ne direste di andarcene tutti a cena ad Abilene?" La ragazza, per compiacere il padre, subito disse "Mi pare una bella idea!". Il marito, che pensava alle oltre 50 miglia da passare alla guida con quel caldo, ma non voleva contrastare il suocero, disse alla suocera "Se anche tu sei d'accordo potremmo metterci in macchina". E la suocera "Certo che vengo volentieri, è da parecchio che non vado ad Abilene."

Detto fatto si misero in cammino. Il viaggio fu caldo, polveroso, e con molto traffico. Ad Abilene cercarono una pizzeria per mangiare e dopo vari giri per trovare un parcheggio finirono in una trattoria messicana dove mangiarono male e spesero uno sproposito. Sulla via del ritorno bucarono una gomma e stentarono a trovare una stazione di servizio che li aiutasse. Dopo quattro ore si ritrovarono a casa accaldati, stanchi e delusi. Erano sdraiati sui divani ed il vecchio azzardò ambiguamente "È stato un bel tragitto!". La suocera disse che avrebbe preferito rimanere a casa ma che non voleva raffreddare l'entusiasmo degli altri. Anche il marito disse che aveva accettato solo per compiacere gli altri tre. La ragazza aggiunse "Dovevamo essere pazzi a metterci in macchina con questo caldo!". Concluse il suocero "Io l'ho proposto perché mi sembravate annoiati."

Morale: questa favoletta, probabilmente inventata, tende ad attirare l'attenzione sul fatto che nella maggioranza dei casi l'essere umano si adegua istintivamente a quella che crede essere la volontà del gruppo. Questo atteggiamento fa il paio con "Ma lo fanno tutti" che è la classica scusa di chi non trova altra giustificazione ad un proprio errore. Con questo esempio invece si vuol spingere l'individuo ad una realistica ed indipendente valutazione di ogni situazione, scegliendo e proponendo quella che a suo giudizio è la soluzione migliore. Possono rimanere perplessi gli amanti della democrazia "ideale".


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1 commento:

Lorenzo ha detto...

Mi sfugge come Berlusconi sia un esempio del paradosso in una nazione che ha avuto nell'ordine:
1. Regno sabaudo alleato dell'Austria, alla quale aveva tolto il nord Italia, che con la promessa di ulteriori concessioni territoriali cambia fronte e dichiara guerra all'Austria. Seguono 700 mila morti negli inutili assalti frontali, Caporetto e la richiesta di aiuto a Francia e Inghilterra, le quali alla fine della guerra si rimangiano le promesse.
2. Rivoluzione fascista che modernizza l'Italia togliendo un po' di potere agli aristocratici per darlo ai ricchi borghesi dell'industria. Ad un certo punto la "vittoria negata" di cui sopra chiede vendetta, tutti hanno Imperi, Colonie, materie prime, terre da occupare tranne noi. Alleanza con la Germania, contro cui si era combattuta la guerra precedente e altri 300 mila morti tra Africa e Russia, alla fine per salvare il salvabile si cambia fronte, tutti Antifascisti e partigiani.
3. Alla rivoluzione fascista segue la rivoluzione comunista, che però abortisce subito perché Stalin si è messo d'accordo con gli Americani e manda a dire che la rivoluzione è rimandata. A quel punto bisogna procedere col gioco di prestigio di avere un Partito Comunista che è contemporaneamente "rivoluzionario" e quindi eversivo e "costituente" e quindi garante dell'ordine costituito.
4. L'Italia della "guerra civile strisciante" degli anni '70 partorisce l'idea del "diritto a tutto per tutti", nelle due varianti "dittatura del proletariato" e "parrocchia". Il risultato è che due terzi dell'Italia vivono di sussidi statali, diretti e indiretti contando sulle risorse prodotte nella illegalità "sommersa" dal restante terzo e sulla idea che lo Stato possa stampare moneta e indebitarsi impunemente.
5. Al collasso dello Stato "imprenditore e mamma" segue collasso di tutto il resto, arriviamo ai giorni nostri dove ci si dibatte tra nostalgie Staliniste e speranza che la Germania (sotto forma di "europa") ci invada e ci tolga anche l'incomodo di mettere in piedi il teatrino della democrazia parlamentare.

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