lunedì 19 agosto 2013

Il lavoro nobilita l'uomo? Ma vaffanculo, va'!

Nei campi di concentramento ad Auschwitz campeggiava la scritta Il lavoro rende liberi.
Bè, il lavoro non nobilita l'uomo ne lo rende libero. Il lavoro serve per vivere, questo sì, ma niente di più.

Oggi ritorno al lavoro dopo le ferie estive e non sono per niente felice. Non mi sento più nobile di ieri nè più libero. Anzi.

Il fatto è che non posso neanche lamentarmi, vista la crescente carenza di lavoro.

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3 commenti:

Lorenzo ha detto...

Il lavoro (salariato) rende l'uomo libero perché è meglio della schiavitù o del servaggio, che era lo stato abituale dello "uomo" nei tempi antichi.

Faccio altresi presente che le "ferie" sono una invenzione della cosiddetta "rivoluzione fascista" e della conseguente "modernizzazione" dell'Italia (insieme con tante altre cose incluso l'INPS). In precedenza il concetto era assolutamente ignoto perché non esisteva nemmeno il concetto di "tempo libero", essendo l'esistenza di tutti, tranne i nobili, incentrata sulla mera sopravvivenza, con brevi parentesi di vinaccio all'osteria.

Io cambierei il titolo del post in "oggigiorno sono tutti convinti di essere dei principi ereditari". Da cui discende una percezione un po' falsata dell'universo.

Giulio GMDB© ha detto...

Magari per quei pochi che hanno la fortuna di fare un lavoro che veramente gli piace e li appassiona può essere vero... Purtroppo non è il mio caso.

Lorenzo ha detto...

Giulio scusa ma mio nonno materno lavorava in acciaieria e mandava la moglie a "segnare" allo spaccio della medesima acciaieria, col risultato di essere sempre indebitato e coi figli (7) affamati.

A naso direi che anche se tu fai un lavoro che non ti appassiona, hai la possibilità di fare i tuoi giri in moto e non devi mandare i figli a spigolare il grano nei campi. La vita è fatta di compromessi e a naso direi che il tuo lavoro ti "nobilita" in maniera accettabile. O no?

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