Da Berlusconi (&soci) a Monti: una bella differenza! e la folla fa festa davanti a Palazzo Grazioli.
Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post
domenica 13 novembre 2011
sabato 13 novembre 2010
Tagli alle scuole pubbliche, 245 milioni a quelle private
Lo Stato se ne va anche dall’istruzione. Aiuta le scuole private, mentre le pubbliche hanno subito già una «cura dimagrante» di 8 miliardi in tre anni, con la cancellazione di 140mila posti. per non parlare del pannicello caldo concesso all’Università (800 milioni), che ancora registra un taglio di qualche centinaio di milioni. «Il governo in agonia completa l’opera di demolizione dell’istruzione pubblica», commenta Mimmo Pantaleo, Flc-Cgil.
Fonte L'Unità
Fonte L'Unità
domenica 5 settembre 2010
Cosa ci manca per essere la Germania?
Il Secolo XIX intervista ex Ministro Vincenzo Visco:
"Da noi c’è un problema di relazioni industriali. In Germania c’è invece una forte collaborazione tra sindacati e imprese, per cui riescono a gestire situazioni molto complicate. Il nostro governo, invece, ha pensato solo a rompere l’unità sindacale. E ce l’ha fatta. Poi sono tedeschi: è nella loro natura far sì che tutto sia pianificato e ordinato, a partire dalla Pubblica amministrazione. Le loro imprese, poi, sono tutte grandi o medie. Le nostre sono per la maggior parte micro imprese che operano in un tessuto economico dissestato. Dove non ci sono infrastrutture adeguate, dove gli enti non sono educati al risparmio, e dove la gente non paga le tasse perché è abituata ai condoni".
fonte Secolo XIX
"Da noi c’è un problema di relazioni industriali. In Germania c’è invece una forte collaborazione tra sindacati e imprese, per cui riescono a gestire situazioni molto complicate. Il nostro governo, invece, ha pensato solo a rompere l’unità sindacale. E ce l’ha fatta. Poi sono tedeschi: è nella loro natura far sì che tutto sia pianificato e ordinato, a partire dalla Pubblica amministrazione. Le loro imprese, poi, sono tutte grandi o medie. Le nostre sono per la maggior parte micro imprese che operano in un tessuto economico dissestato. Dove non ci sono infrastrutture adeguate, dove gli enti non sono educati al risparmio, e dove la gente non paga le tasse perché è abituata ai condoni".
fonte Secolo XIX
venerdì 3 settembre 2010
L'aumento dei Bund negli ultimi mesi
Per chi non lo sapesse i Bund sono titoli di Stato tedeschi, simili ai nostri Btp italiani, con un rendimento fisso ed un prezzo variabile. Da sempre sono ritenuti degli investitori un "porto sicuro" in cui rifugiarsi nei periodi piu' incerti.
Ebbene ho notato come negli ultimi 2-3 mesi il prezzo dei Bund sia aumentato mediamente del 20% circa, facendo la felicita' di chi li aveva comprati prima del rialzo.
Se questo aumento continuera' sara' preoccupante per il semplice fatto che, insieme all'innalzamento del prezzo dell'oro e alle rinnovate difficolta' dell'Irlanda, farà avanzare ipotesi non proprio rosee sull'immediato futuro dell'economia italiana e di conseguanza europea e mondiale.
Staremo a vedere.
Ebbene ho notato come negli ultimi 2-3 mesi il prezzo dei Bund sia aumentato mediamente del 20% circa, facendo la felicita' di chi li aveva comprati prima del rialzo.
Se questo aumento continuera' sara' preoccupante per il semplice fatto che, insieme all'innalzamento del prezzo dell'oro e alle rinnovate difficolta' dell'Irlanda, farà avanzare ipotesi non proprio rosee sull'immediato futuro dell'economia italiana e di conseguanza europea e mondiale.
Staremo a vedere.
sabato 21 febbraio 2009
La preoccupazione aumenta
Ogni giorno che passa la situazione economica mondiale peggiora, come se fossimo nelle sabbie mobili: anche se stiamo fermi, immobili e facciamo finta di niente, man mano che il tempo passa, lentamente affondiamo.
Altri tagli di posti di lavoro vengono annunciati, mentre le borse modiali continuano a scendere e perfino Berlusconi si dice preoccupato.
Le vendite delle automobili si sono pressochè dimezzate e gli effetti degli incentivi statali tardano ad arrivare.
Alle casse dei negozi e dei supermercati non si vedono più le file di qualche tempo fa e si trova addirittura un tavolo libero al ristorante perfino di sabato sera senza prenotare.
La crisi e' sulla bocca di tutti, ma se ne parla a bassa voce, come fosse una vergona e tutti quelli che hanno ancora un lavoro se lo tengono stretto, sperando nella buona sorte.
Altri tagli di posti di lavoro vengono annunciati, mentre le borse modiali continuano a scendere e perfino Berlusconi si dice preoccupato.
Le vendite delle automobili si sono pressochè dimezzate e gli effetti degli incentivi statali tardano ad arrivare.
Alle casse dei negozi e dei supermercati non si vedono più le file di qualche tempo fa e si trova addirittura un tavolo libero al ristorante perfino di sabato sera senza prenotare.
La crisi e' sulla bocca di tutti, ma se ne parla a bassa voce, come fosse una vergona e tutti quelli che hanno ancora un lavoro se lo tengono stretto, sperando nella buona sorte.
sabato 11 ottobre 2008
Una settimana di m...a

(finanziariamente parlando). I risparmiatori di tutto il mondo sono stati spettatori di mercati a picco, un giorno sì e un giorno sì. Una media di più del 20% di perdite, con titoli bancari colati letteralmente a picco. Questa settimana durerà almeno 2-3 anni, nel senso che ci vorrà molto tempo prima di tornare ai livelli della settimana scorsa. Ci sarà lo scambio del testimone tra crisi finanziaria e crisi economica, con relativa recessione (checchè ne dica Berlusconi).
L'unica salvezza adesso sono i titoli di stato, che saranno presi d'assalto da chi ha della liquidità e non vuole tenerla sotto il materasso.
Iscriviti a:
Post (Atom)


